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Georges de La Tour

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Personaggio complesso e misterioso, scoperto dalla storia dell'arte soltanto nella prima metà del Novecento, Georges de La Tour (Vic-sur-Seille, 1593 - Lunéville, 1652) è un artista a cui risulta difficile attribuire un'etichetta: molti lo hanno classificato tra i caravaggeschi, per gli studi sulla luce presenti nella sua pittura, ma un'analisi più attenta ne esalta caratteristiche sue proprie. Da un così attento osservatore della realtà, è facile aspettarsi penetranti giochi di luce e ombre, inscenati con grande maestria toccando i temi della nascita e della morte, della ricchezza e della povertà, della scaltrezza e della purezza. Dal momento in cui ci si interessò alla sua arte, si cercò di comporre la raccolta dei suoi dipinti, contandone una quarantina, numero probabilmente inferiore rispetto alla sua reale produzione. Il corpus venne dapprima classificato in due gruppi, quello delle opere in chiaro, relative agli anni tra il 1618 e il 1634, e quello delle opere più mature, in cui evidenti sono la predisposizione alla stilizzazione e l'utilizzo della luce artificiale. Sono, questi, i lavori eseguiti tra il 1635 e il 1652.
Dipinta da tratti che restano tuttora oscuri, un documento consente di accertare la sua nascita nel villaggio francese di Vic-sur-Seille, da padre fornaio e in una famiglia che gli permise di vivere piuttosto agiatamente. Non vi sono, però, documenti con cui individuare con certezza il percorso di studi di Georges de La Tour. E' certo, comunque, che la Lorena dove egli operò e visse, regione di passaggio tra le culture germaniche e francesi, fosse un centro prolifico artisticamente e intellettualmente, ed è dunque facile ipotizzare che l'artista possa aver ceduto al fascino dell'arte frequentando esperti pittori dell'epoca. Già dagli inizi della propria attività, Georges de La Tour mostrò interesse per la pittura di genere, in voga in quegli anni, appresa con ogni probabilità in maniera indiretta tramite artisti fiamminghi seguaci di Caravaggio. Nelle sue opere trapelano realismo, la cura dei dettagli e e la ricerca di particolari effetti di illuminazione notturna. Esempi di scene estrapolate dalla realtà quotidiana si riscontrano, per esempio, in I mangiatori di piselli, in cui due anziani, ritratti dall'artista senza derisione e senza pietà, mangiano un magro piatto di legumi. Con estrema solerzia nei dettagli e altrettanto accurato realismo, Georges de La Tour descrive l'indigenza degli anziani, la fame e la malnutrizione di entrambi, l'ingordigia dell'uomo.
Il matrimonio con Diana Le Nerf, avvenuto nel 1617, permise al pittore di beneficiare dei privilegi della ricca famiglia acquisita. Trasferitosi a Lunéville, potè trarre vantaggi dalla vicinanza con il duca Enrico II che all'epoca stava occupandosi della costruzione del suo castello e di cui La Tour fu cliente. 
Prove di assoluta padronanza di realismo compaiono in Suonatore di ghironda con cane e in Suonatore di ghironda con cappello (o con mosca), in cui i personaggi sono rappresentati con rispetto e considerazione, tralasciando ogni tipo di caricatura sociale e commiserazione in un periodo storico sopraffatto da carestie e da epidemie.
Non vi sono documenti certi che attestino contatti diretti con le opere di Caravaggio, ma è indiscutibile il comune obiettivo di rappresentare figure e azioni reali con accuratezza, nelle loro espressioni e nei loro costumi, sullo sfondo di una situazione ambigua e sospesa. Chiara dimostrazione di ciò è La buona ventura in cui la scena presentata è avvicente e al contempo ambigua, descritta con virtuosismo pittorico e verosimiglianza. Lo stesso vale per i dipinti Il baro con asso di fiori e Il baro con asso di quadri, che rivelano peraltro la consuetudine dell'artista di realizzare diverse varianti di un medesimo dipinto.
Nel corso della sua vita, Georges de La Tour ebbe contatti professionali, oltre che personali, con l'ordine francescano dal quale ricevette commissioni come le opere al cui centro spiccano le figure di Santa Maddalena e di San Gerolamo. E' proprio nella serie dei notturni devozionali, tra il 1630 e il 1640, che La Tour diede sfoggio della sua abilità nei giochi di luce e ombre: la luce artificiale scaturisce da una candela, da un lume a olio o da una torcia e nelle varie versioni della Maddalena è possibile coglierne l'evoluzione stilistica. I notturni più noti furono dipinti a partire dal 1640, negli anni in cui la Lorena fu colpita dalla peste e l'artista si rifugiò a Nancy con la moglie, prendendo successivamente la strada verso Parigi, dove ebbe un ruolo di prestigio e illustri commissioni. Ancora una volta, al centro dei quadri si ammirano i santi: oltre a Santa Maddalena e a San Gerolamo, ecco San Pietro, San Sebastiano, San Giuseppe e Sant'Alessio, paradigmi di virtù interiore e carichi di reale umanità. Indubbio lo stile latouriano, fatto di immagini ambigue e di interpretazioni poco chiare, con la sua peculiare espressione del concetto di realismo e con la fusione di sacro e profano, santificando gli umani e umanizzando i santi. In questi anni vedono la luce Il sogno di Giuseppe (o apparizione dell'angelo a Giuseppe), Fanciullo che soffia su un tizzone, Fanciulla con il braciere, L'educazione della Vergine
Tornato a Lunéville intorno al 1641, La Tour mostrò i lati più oscuri del suo carattere, l'arroganza, l'avidità e la violenza. Nonostante ciò, tra il 1644 e il 1648 dipinse La Natività e L'adorazione dei pastori in cui con grande dolcezza affronta il tema della nascita, della fragilità della vita, della sua origine. In entrambi, l'uso della luce è simile in quanto la scena è fievolmente accarezzata dalla luce, ma il bambino è comunque capace di risplendere. Il differente grado di illuminazione delle figure ne indica i tratti spirituali e il coinvolgimento.
Fu questo il periodo in cui Georges de La Tour raggiunse il picco della sua carriera, gli anni in cui videro la luce La scoperta del corpo di Sant'Alessio, San Sebastiano curato da Irene, Il presentimento di San Pietro, Il rinnegamento di San Pietro e Giocatore di dadi, tra gli ultimi lavori dell'artista, che vi lavorò con diversi aiuti.
Georges de La Tour morì di pleurite nel 1652.

Immagini, da sinistra a destra:
Maddalena penitente (o Maddalena Terff), 1636-1640 o 1642-1644, Parigi, Musée du Louvre
I mangiatori di piselli, 1618-1620 o 1622-1625, Berlino, Staatliche Museen, Gemäldegalerie
Il sogno di Giuseppe (o apparizione dell'angelo a Giuseppe), 1640-1645, Nantes, Musée des Beaux-Arts
L'adorazione dei pastori, 1644 ca., Parigi, Musée du Louvre
Suonatore di ghironda con cane, 1620 o 1622-1625, Bergues, Musée municipal - Musée du Mont de Piété
Il baro con asso di fiori, 1620-1621 o 1625-1630 o 1632 ca., Fort Worth, Kimbell Art Museum
Il baro con asso di quadri, 1619-1625 o 1630-1634 o 1635-1640, Parigi, Musée du Louvre
La buona ventura, 1620-1625, New York, Metropolitan Museum of Arts
L'adorazione dei pastori, 1644 ca., Parigi, Musée du Louvre
L'educazione della Vergine, 1650 ca., New York, Frick Collection
Suonatore di ghironda con cappello (o con mosca), 1620-1625, Nantes, Musée des Beaux-Arts
Maddalena con due fiamme (o Maddalena Wrightsman), 1635-1640, New York, Metropolitan Museum of Arts
Maddalena allo specchio (o Maddalena Fabius), 1635-1640, Washington, National Gallery of Art
Fanciullo che soffia su un tizzone, 1640 ca., Digione, Musée des Beaux-Arts
Giocatore di dadi, 1650 ca., Middlesbrough, Teesside Museum]

Tags: georgesdelatour, artista, artist, pittore
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